Quando l’Emilia corre: neve, fiato caldo e storie che brillano d’inverno
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- Scritto da Amm Comitato Podistico
Di Fausto Cuoghi
C’è un filo che attraversa l’Emilia in questo inizio d’anno. Un filo fatto di passi, di respiro che si condensa nell’aria fredda, di strade che diventano racconti. È un gennaio che non si limita a ospitare eventi: li trasforma in piccole epopee quotidiane, dove la comunità si stringe, la neve sorprende, e le donne – finalmente – bussano forte alla porta dei primati.
Crevalcore: la neve che non ferma nessuno
All’alba di martedì 6 gennaio Crevalcore si sveglia in silenzio. Una neve inattesa, arrivata da Bologna come un ospite imprevisto, stende un velo bianco sulle case, sui campi, sulle strade. È una neve gentile, che non spaventa ma incanta gli 834 partecipanti con le divise di 19 gruppi sportivi.
«Il meteo ci ha tenuti sulle spine fino all’ultimo – racconta la responsabile organizzativa Monica Barchetti - Nonostante tutto siamo contenti dello svolgimento e dei risultati, forse un po’ condizionati dalla nevicata iniziata già dalla prima mattina».
Eppure, quella neve che poteva essere un ostacolo diventa magia.
Quando i primi podisti della "3ª edizione della "Befana Family Run" arrivano al ritrovo per la tradizionale camminata dell’Epifania , sembra di entrare in un presepe in movimento: cappelli colorati, sciarpe, bambini che ridono, cani che scodinzolano, famiglie che si stringono per scaldarsi.
Le tre distanze – 4,2, 9,9 e 14,8 km – si snodano come sentieri dentro un racconto d’inverno. C’è chi corre, chi cammina, chi si ferma a fotografare. E poi ci sono loro: i 21 binomi della "Dog Marathon", cani e umani che avanzano insieme, felici come se la neve fosse stata messa lì apposta per loro.
Tra i fiocchi silenziosi, la camminata di Crevalcore si è trasformata in un cammino collettivo, sospeso come un pensiero d’inverno.
Un risultato importante, che conferma la crescita costante dell’iniziativa organizzata da Crevalrun con il patrocinio del Comune di Crevalcore e di UISP Atletica Bologna, la collaborazione della Pro Loco, Pubblica Assistenza e Comitato Podistico Bolognese.
Mascarino di Castello d’Argile: quando una donna appare sul rettilineo
L’11 gennaio, a Mascarino di Castello d’Argile, il cielo è limpido e tagliente. Non c’è neve, ma nell’aria si avverte comunque qualcosa di inatteso, come se la gara custodisse una sorpresa pronta a rivelarsi solo all’ultimo.
Il "3° Trofeo Castello d’Argile“3° Trofeo Castello d’Argile”, competitiva valida per la Coppa UISP 2026 , organizzata dalla società Sanrafel, Polisportiva Centese e Quasi Atleti di San Giorgio di Piano, con il patrocinio del Comune e la collaborazione di UISP, Comitato Podistico Bolognese e BCC Felsinea, è una prova vera, di quelle che non concedono tregua. Davanti a tutti corre Davide Sughi ,portacolori della Atletica San Giorgio di Piano, elegante e deciso, che sembra avere la gara in pugno e che infatti chiuderà in 35:07.
Poco dietro, a contendersi il podio maschile, ci sono Francesco Quiroga del Modena Runners Club e Paolo Marangoni dell’Atletica Molinella, che firmeranno rispettivamente 36:28 e 36:36. Una sfida serrata, fatta di ritmo, sorpassi e determinazione.
Ma la scena che resterà impressa non è solo quella dei primi tre uomini. È un’altra. È quella che si materializza sul rettilineo finale, quando mancano circa 250 metri al traguardo.
Una sagoma femminile avanza alle spalle del vincitore , potente, inesorabile. È Marika Accorsi, 27 anni, Polisportiva Centese. Il suo passo non è solo veloce: è un messaggio. Un avvertimento gentile ma deciso, rivolto al mondo della corsa.
Il suo 36:18 non è un semplice crono: è una dichiarazione. “Stiamo arrivando.”
Arrivando dove? Lì, dove per troppo tempo si è pensato che le donne non potessero arrivare.
Dietro di lei, nella gara femminile, completano il podio Alice Mirela Cherciu (3.30 Team ) ,40:47, seguita da Irene Bonafede (Passo Capponi) 42:28. Ma la mattina ha un nome solo: Accorsi. E un’immagine che vale più di mille parole: quella di una donna che, in un rettilineo d’inverno, accorcia le distanze e cambia la prospettiva.
Intorno, 219 competitivi e 750 camminatori della "Camminata dei Presepi" trasformano Mascarino di Castello d’Argile in un mosaico di colori, fiato e comunità.
Pianoro: la Galaverna, dove tutto è iniziato
E poi c’è Pianoro. La "Galaverna” non è una corsa: è un pezzo di storia, migliaia di passi uno dietro l'altro che si annegano nel fango e scricchiolano sul ghiaccio. Una delle icone assolute delle podistiche dell’area metropolitana bolognese, antesignana del moderno “Trail Running”, quando ancora nessuno lo chiamava così.
La mattina di domenica 18 gennaio si aprirà con un gesto antico: alle 8:00 verrà celebrata la Santa Messa, come da tradizione. Poi, alle 9:00,dal Centro Arcipelago di via della Resistenza 201, partiranno i camminatori e i corridori, pronti a scegliere tra i 10, 16 o 20 km che attraversano un paesaggio che sembra dipinto apposta per chi ama la natura d’inverno.
Quest’anno c’è anche la "New Galaverna Junior", 3,5 km dedicati ai più giovani: un modo per dire che il futuro del podismo non si improvvisa, si coltiva.
La Galaverna è organizzata dall’AVIS Comunale e dalla Pro Loco di Pianoro, con il patrocinio del Comune, del CONI, di Sport Valley Emilia-Romagna, della Città Metropolitana di Bologna, e con la collaborazione della Pubblica Assistenza di Pianoro, SMA Antincendio, Villa Giulia, GAMS, Tattini, Coop Alleanza 3.0, UNIGUM, UISP Atletica e Comitato Podistico Bolognese.
A sostenere l’evento, tre main sponsor: BCC Felsinea, Impresa Edile F.lli Ilaria srl e Centro Attiva.
E come sempre, Pianoro unisce sport e solidarietà: parte del ricavato economico della mattinata sportiva sarà devoluto alla Fondazione ANT Franco Pannuti ETS per le attività di prevenzione e di assistenza oncologica e alla Associazione Amici di Tamara e Davide Odv a sostegno del progetto "Insieme dopo la scuola: aiutare per integrare" attivo presso le Parrocchie di Pianoro e Rastignano.
INFO : cell. 3387512138 - Iscrizioni : Società fino a venerdì 16 gennaio, singoli la mattina della gara fino alle 8:45 con quota di adesione maggiorata.

Un gennaio che racconta chi siamo
Tre luoghi, tre atmosfere, tre storie diverse. Eppure, un’unica verità: l’Emilia corre perché ama farlo.
Corre nella neve, corre nel sole, corre nei boschi. Corre per stare insieme, per superarsi, per ricordare, per aiutare. Corre perché ogni passo è un modo per dire: siamo qui, siamo vivi, siamo comunità.
E in questo gennaio, più che mai, l’Emilia lo ha ricordato a tutti.
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