San Lazzaro, dall'Inferno al Paradiso

E' stato, come sempre, bellissimo

 La partenza su via Bellaria col traffico bloccato, poi subito le pulsazioni al massimo salendo su per Martiri di Pizzocalvo. Salita lunga, continua, con solo qualche tregua per gambe e cuore dei podisti. Ognuno con la sua tattica, chi scegliendo di risparmiare qualche energia chi subito all'arma bianca. Primi 3 km col cuore in gola, poi il saliscendi che porta alla Croara, il momento di scollinare dopo il cambio di percorso. Manca la parte più dura della salita, ma non è detto che sia un sollievo. Anzi, si scende tanto, si scende veloci ed è qui che bisogna rompere gli indugi, fare la differenza. Di nuovo però, stando attenti a non farsi intossicare le gambe dall'acido lattico. Due km che portano nel parco, al sesto si è già oltre metà dell'opera ma adesso bisognna resistere e trovare continuità. Sullo sterrato serve la forze di mettere insieme un ritmo gara coerente,cancellando il saliscendi precedente. Fino al nono, quando arriva l'ultima salita in sterrato, che porta dal Lungosavena al traguardo, lungo una via dal nome - Libro del Paradiso - assolutamente evocativo. La volata, su sterrato, si fa in leggera discesa. E all'arrivo tutti felici dopo un percorso duro ma bello nella sua varietà, allenante, divertente, con ogni tipo di terreno e condizione. Appuntamento al Giro numero 43.

Le classifiche del 42 esimo Giro Podistico di San Lazzaro           

Letto 288 volte Ultima modifica il Lunedì, 09 Aprile 2018 10:30